PERCORSO n.3: L'AVIFAUNA

In questo percorso si cerca di approfondire l’aspetto dell’avifauna avvistabile nelle Torbiere. Nel nuovo ecosistema avviato dai cavatori di torba sono tornati dopo migliaia di anni, gli uccelli degli ambienti umidi, e proprio per l’interessante avifauna migratoria presente che le Torbiere Sebine, con Decreto Ministeriale, nel 1984 ai sensi della Convenzione di Ramsar ( relativa alle zone umide come habitat per gli uccelli acquatici), sono state dichiarate area di interesse internazionale. Si propongono qui vari percorsi, in base al tempo, alla classe frequentata dagli alunni, alla scelta dell’insegnante. Invitiamo a percorrere la zona centrale, perimetrale e periferica, che, secondo l’ornitologo hanno le condizioni più adatte, per individuare più specie di uccelli, oggi le specie avvistate sono circa 200.

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Il percorso centrale, quello che porta alla torretta di osservazione è considerato il luogo principale per fare Birdwatching. Si parte dall’entrata al Centro di accoglienza e si ripete lo stesso sentiero che si è proposto per il percorso che riguarda la Torba e passa davanti agli ex magazzini. Prima di incamminarsi è meglio soffermarsi nella sala del Centro ad osservare i tabelloni con rappresentata tutta l’avifauna presente nella riserva e visionare se non si è già fatto in classe il CD “Ali nelle lame” o altro materiale disponibile che da modo di compiere un viaggio multimediale per la conoscenza di tutti gli uccelli presenti nelle Torbiere ed ascoltarne anche il canto o altro materiale disponibile. Poi, consapevoli che si potrà vedere poco di quanto vive in questo ambiente, molto dipenderà anche dalla stagione in cui si compie la visita, ci si incammina con l’obbiettivo di fermarsi alla torretta muniti degli strumenti indispensabili: il cannocchiale, la macchina fotografica e gli occorrenti per fare disegni o prendere appunti. Ci si incammina in silenzio e con passo felpato. Nella prima parte del percorso passando vicino ad alti cespugli e grandi alberi, siamo nell’ambiente dove nidificano o sostano tutte le specie tipiche della campagna come il fringuello, merlo cardellino, usignolo di palude e tanti altri.

Rondini

Ci avviamo dove gli specchi d’acqua sono più ampi nel lamineto dove vi sono molte piante acquatiche galleggianti, è questo il luogo dove si possono vedere le specie tuffatrici come lo Svasso , il tuffetto varie specie di anatre e sui bordi la Nitticora il Tarabusino la Salciaiola il Mgliarino di palude, il Pendolino e altri.


Nitticora
 


Nido del pendolino
 

   
    Svassi

 

   
    Aironi cenerini

Lo svasso maggiore è uno dei più caratteristici della Torbiera, ormai diffuso anche sul lago. E’ possibile osservarlo in ogni stagione dai punti di osservazione che si trovano lungo il percorso della riserva. E’ un uccello esclusivamente acquatico; abilissimo tuffatore, passa in acqua gran parte della sua giornata, è facilmente riconoscibile per i ciuffi auricolari nerastri e, all’epoca della cova per un appariscente pennacchio castano ai lati della testa e una gorgera color rosso ruggine. Nell’acqua ha luogo il periodo degli amori e dell’accoppiamento; sia il maschio che la femmina hanno una particolare cura dei loro piccoli, che trasportano sul dorso quando si spostano sull’acqua. Spicca il volo dopo una rincorsa sulla superficie dello stagno e se non riesce a prendere quota alleggerisce la "zavorra" vomitando qualche pesce. Al minimo indizio di pericolo, lo svasso si immerge per riemergere poco dopo solo con la testa ed una piccola parte del collo nei posti più impensati. Può essere molto interessante approfondire la conoscenza di questo uccello, dai comportamenti sorprendenti.

 
  Svasso maggiore

Mentre dal terrazzo osserviamo l’ambiente, gli specchi d’acqua, e gli alberi dove sempre sostano gruppi di Cormorani, abili predatori diurni che amano le zone umide, divoratori di pesci, possiamo discutere sul significato di Riserva naturale, sui vincoli che impone una riserva naturale; l’abolizione della caccia e della pesca, le differenze fra Riserva Naturale e Parco, i significati di un paesaggio esclusivamente naturale.

 

   Didattica: UN PAESAGGIO "ESCLUSIVAMENTE NATURALE"

I ragazzi sono chiamati a rappresentare, attraverso disegni o la produzione di una mappa, esclusivamente gli elementi naturali del territorio. Apparentemente ciò potrà sembrare semplice, "eliminando" tutte le tracce dell'intervento antropico: gli edifici, le strade, i campi coltivati, ecc. Questo lavoro consente di mette re in gioco il significato stesso che i ragazzi attribuiscono al concetto di natura, ma anche di riconsiderare come gli elementi fondamentali del paesaggio attuale e delle stesse Torbiere siano tali in rapporto alle trasformazioni compiute dall'uomo non solo negli ultimi anni, ma da sempre. Una scissione tra "naturale" ed "umano" è impossibile senza perdere il senso di quello che è il territorio. Sarà possibile tuttavia evidenziare le differenti caratteristiche dei vari impatti ambientali, scoprendo che gli effetti di ciascuno sono di qualità differente.

 

   Approfondimenti: LA DANZA MAGICA DELL'UCCELLO FATATO

(Dalla rivista “Magazine Franciacorta e terre bresciane” N.3 di Rosarita Colosso pagg. 96-97

 

Se decidiamo di incamminarci sul tratto che parte dal Monastero e torna ad esso percorriamo una parte della zona centrale, della zona perimetrale e di quella periferica. Dopo aver percorso il sentiero di collegamento fra il Monastero e la località "Fontanì" ci troviamo nella zona dove permane una fitta vegetazione palustre con cannucce di palude e tife. E'una zona frequentata dal Germano reale, dal Porciglione, dall’Airone rosso, dal Falco di palude, dalla Gallinella d’acqua, dalla Folaga, dalla Cannaiola, e dal Cannareccione. Ci troviamo in un interessante punto di osservazione dell’avifauna delle Torbiere; in pochi passi raggiungiamo il capanno, sosta obbligata per fare birdwaching. Sostando sui ponticelli è importante osservare anche il paesaggio, per capire perché questo luogo è importante anche per l’avifauna migratoria; sono molti gli uccelli che qui sostano durante l’inverno o si riposano durante le migrazioni o vengono a nidificare. E’ possibile se si è fortunati vedere in inverno mimetizzato e immobile nel canneto il Tarabuso, un grosso airone che lascia le aree di nidificazione più a nord e viene a svernare nel canneto.


Germano reale
 

Folaga
 

Garzetta
 

Martin Pescatore
 

Sarà interessante proseguendo nel nostro cammino anche cercare le tracce non solo dei cacciatori ma anche dei pescatori che con i vincoli a cui è sottoposta una riserva naturale le due attività vennero abolite; la pesca è permessa solo in determinati specchi.
 

 

   Approfondimenti: PESCI PESCATORI CACCIATORI

Un canale di comunicazione fra le "lame" e "lamette" determinò il passaggio dal lago alle Torbiere dei riproduttori della fauna ittica che trovarono, fra alghe, insetti e plancton, l’ambiente giusto per l’abbondantissima riproduzione di pesci che amano le acque calde, con poca corrente, ricche di vegetazione: il luccio, la carpa, la tinca, la scardola, l’anguilla, l’alborella, persico sole, persico trota, pesce gatto. Si riallacciò così l’antico legame del pescatore-raccoglitore che risolveva, pescando nel canneto con le mani grosse tinche e carpe, il suo bisogno di cibo.
I pescatori più anziani, ricordano ancora i grossi lucci che si pescavano nelle Torbiere famosi per le dimensioni, (un metro) e per il contenuto del loro stomaco (rane, topi, anatrini, uccelli acquatici). Era il pesce che anche la gente povera poteva permettersi e che risolveva molti problemi alimentari. Poi come sempre avviene per la mancanza di attenzione e rispetto per l’ambiente, l’equilibrio si alterò, vennero immesse altre specie di predatori: il persico trota che insegue la preda e raggiunge i 10 kg; il pesce gatto, onnivoro, vorace predatore di avanotti e uova, che resiste a condizioni difficili, sopravvive all’inquinamento e perfino alla mancanza di ossigeno; il persico sole che si nutre di piccoli crostacei, insetti, larve e piccoli pesci; la gambusia, piccolo pesce che si nutre di zanzare e avannotti; il pesce siluro, un vero "pescecane alligatore d’acqua dolce".
Predazione di uova e di avanotti, esasperata competizione biologica, hanno provocato la diminuzione e addirittura la scomparsa delle popolazioni ittiche autoctone, le rane, simbolo e voce delle torbiere, sono ridotte ad un numero esiguo. Il divieto di pesca, (oggi è possibile la pesca dilettantistica solo in alcune vasche di argilla limitrofe alla riserva) sembra aver contribuito a inibire il ricambio causando l’invecchiamento delle specie.
Ogni forma di caccia (veniva praticata soprattutto la caccia dai capanni) è stata abolita dalle Torbiere nel 1977, quando il territorio venne inserito nell’elenco dei biotopi da proteggere, mentre il divieto di pesca è entrato in vigore nel 1983 quando la zona è divenuta "Riserva naturale della Regione Lombardia".
Le tracce dei pescatori e dei cacciatori sono ancora presenti nelle torbiere: lungo il percorso attraverso la Riserva è possibile osservare le vecchie barche dei pescatori, alcune sommerse, altre in "secca". I capanni dei cacciatori sono ben mimetizzati nel canneto e possono costituire il prezioso nascondiglio da cui praticare il birdwatching. Nascosti nel silenzio di questo suggestivo paesaggio non è impossibile riuscire a fotografare un airone o godersi il corteggiamento di due svassi che immobili si osservano i rispettivi appariscenti pennacchi.



Persico Trota

Luccio

 

 

   Didattica: LE TORBIERE COME RISERVA NATURALE

L'ambiente visitato è una riserva naturale. Cosa significa? Perché?
La riserva è un modello di interazione uomo-ambiente che può essere analizzato. Proponiamo quindi un'attività che preveda una schedatura organizzata in tre campi:

  1. cosa preservare, conservare, tutelare?
  2. da quali fattori, rischi, pericoli?
  3. in che modo tutelare?

Non si tratta tanto di indicare le soluzioni tecniche più corrette, quanto, in base alle osservazioni ed al ragionamento, di ricostruire quale sia l'obiettivo della riserva, il modello di interazione uomo-territorio adottato, il modello concreto applicato, alcuni pregi o difetti individuabili rispetto a particolari punti di vista.
Secondariamente, l'analisi delle schede può essere rapportata agli stessi comportamenti dei ragazzi nelle Torbiere:
Qual è stato su di loro l'effetto delle regole?
Un ulteriore sviluppo può essere la traduzione delle norme in positivo.
Una riserva non è solo vincolo, ma sopratutto possibilità: in virtù di quei vincoli diviene possibile fare cose altrimenti irrealizzabili.
Si possono allora invitare i ragazzi a produrre indicazioni su cosa nella riserva si può fare e come, soprattutto attingendo alla loro esperienza.

 

Superate la zona delle vasche d’argilla ci portiamo in un tratto boscoso poi verso campi coltivati qui è possibile vedere gli uccelli che vivono ai margini della riserva: merlo, fringuello, capinera e magari in primavera sentire il canto del torcicollo.
Poi nuovamente negli specchi torbosi, fra i camminamenti di legno sospesi fra piante acquatiche galleggianti con Ninfee e Nennufaro torniamo nella zona dove e sempre se siamo fortunati possiamo vedere camminare sulle foglie di ninfea il Tarabusino e la gallinella d’acqua.

  Tarabusino

Concludiamo il nostro percorso sempre più consapevoli delle varie le possibilità di osservazione che questo pregevole territorio ci può offrire, e delle tante potenzialità di lettura che questo ambiente ci offre. I tanti percorsi possibili ne individuano aspetti diversi e molte possibilità di ricostruzione di reti di relazioni che permettono di interpretare gli oggetti gli ambienti e connetterli attraverso le informazioni ricavate con molteplici possibilità per attività didattiche.

 

   Approfondimenti: FINALITA' DELLA RISERVA

(dal testo “Torbiere del Sebino guida alla visita” a cura di Stefania Capelli)

   Approfondimenti: ELENCO DELLE PRINCIPALI SPECIE AVVISTABILI NELLA RISERVA

 

(dal testo “Torbiere del Sebino guida alla visita” di Stefania Capelli) pag. 22

 

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