Ittiofauna

Le specie presenti sono: luccio, tinca, scardola, carpa, pesce gatto, anguilla, persico reale, persico sole, persico trota, alborella, vairone.
Il persico trota (branzino) è stato introdotto 35 anni fa', il pesce gatto 15 anni fa'; le altre specie possono invece considerarsi autoctone.
Dopo l'introduzione del pesce gatto, pesce molto vorace e prolifico che una volta adulto ha ben pochi rivali, la struttura dell'ittiofauna si è profondamente modificata: ora essa è composta per metà da tale pesce, mentre le altre specie sono diminuite e presentano processi di senescenza.
Recentemente però è e stata rilevata la presenza in Torbiera di un altro superpredatore, ancora più invadente del Pesce gatto: il Siluro. Questa specie, introdotta nelle acque della Riserva in modo del tutto illegale, è originaria dei grandi fiumi dell'est europeo, può raggiungere dimensioni enormi ed è decisamente dannosa per l'equilibrio di qualsiasi ecosistema italiano, a maggior ragione se si tratta di un ambiente così ristretto come il nostro, pertanto si spera di poterne limitare al massimo la diffusione.
Un altro dato emerso dalle ultime indagini è l'aumento del Carassio, di cui si trovano anche esemplari di grosse dimensioni (fino a 2 Kg) e l'incremento del numero delle Carpe legato al notevole aumento delle specie vegetali che vivono immerse nelle acque delle lame.

Avifauna

Nella zona palustre nidificano 17 specie per un totale di 233/300 coppie.
Si tratta di: tuffetto, tarabusino, porciglione, cannareccione, migliarino di palude, cannaiola, cannaiola verdognola, salciaiola, marzaiola, voltolino, forapaglie, pendolino, folaga, cuculo, germano reale, gallinella d'acqua, usignolo di fiume.
La stessa parte è interessata, poi, da specie che qui svernano soltanto o si fermano nel corso delle loro migrazioni; si tratta di individui delle specie già citate (che però nidificano altrove), per esempio le folaghe che, nei periodi invernali, raggiungono le mille presenze; o di specie diverse, come svassi, aironi, anatidi.
La torbiera è stata dichiarata zona di importanza ornitologica internazionale secondo la Convenzione di Ramsar.

Mammiferi

La presenza dei mammiferi nella Riserva è fortemente condizionata dalla ristrettezza dell'area protetta, dalla massiccia presenza di strade e centri abitati e, non meno importante, dalla mancanza di un vero e proprio bosco. Questi fattori condizionano pesantemente la possibilità di vita per tutti i mammiferi di medie e grandi dimensioni. Restano i cosiddetti "micromammiferi", termine col quale si indica genericamente piccoli mammiferi appartenenti agli ordini di Insettivori (es. toporagni), Roditori (Topolino delle risaie) e Chirotteri (pipistrelli). La loro presenza è stata indagata negli anni 1992-1993 dalle guardie ecologiche della Provincia di Brescia, con la supervisione degli esperti del Centro Studi Naturalistici Bresciani. La presenza di questi piccoli animali in Torbiera si è rivelata modesta tranne che per il Surmolotto o Ratto delle chiaviche. Questo dato è piuttosto preoccupante perchè la specie in questione è molto invadente ed aggressiva nei confronti di tutte le altre specie di micromammiferi. Dalla ricerca è emerso che la maggior parte dei piccoli mammiferi è concentrata nelle piccolissime zone a bosco e nelle aree agricole nelle zone B e C della Riserva, oltre che nei fossi e nei campi della campagna limitrofa. In totale sono state trovate 3 specie di Insettivori: Toporagno comune, Crocidura minore e Crocidura ventre bianco; 5 Roditori: Topo selvatico, Arvicola di Savi, Moscardino, Topolino delle risaie e Arvicola terrestre. La presenza di queste ultime due specie è particolarmente significativa, dato che si tratta di animali strettamente legati alle zone umide. Il Topolino delle risaie è una specie tipica del canneto, che poi si è adattata a vivere anche nelle colture cerealicole. È il più piccolo roditore europeo e misura circa 5 cm per il corpo, mentre altri 5 cm sono costituiti dalla coda, prensile, con la quale è in grado di arrampicarsi agilmente sui fili d'erba. Il Topolino delle risaie costruisce il suo nido proprio fra i ciuffi di erbe palustri, a poche decine di centimetri da terra, dove alleva da 4 a 6 piccoli per volta.

 

Vegetazione

Rispetto a un secolo fa', quando Lame e Lamette presentavano un quadro vegetazionale uniforme (prateria umida le Lame, folto canneto con specchi residui occupati dal laminato e magnocariceto le Lamette), la situazione attuale presenta quadri differenziati.
Nelle acque abbastanza profonde, c'è vegetazione flottante o a foglie galleggianti (caratteristica la ninfea), o, nelle Lamette, il laminato e la prateria sommersa.

Nelle acque basse e presso le rive (se sono digradanti), la formazione tipica e più diffusa è quella di canna palustre, talvolta preceduta da cortine con tife, giunchi di palude, cannucce.
Nelle aree periodicamente inondate, frequenti nelle Lamette, a ridosso del canneto, è presente la vegetazione a grandi carici, molto caratteristica.

Sugli argini interni resistono elementi di sicuro effetto paesaggistico (butomus, sagittaria, felce di palude).Sopravvivono alcuni lembi di praterie igrofile, con cyperus longus, che erano l'aspetto originario delle Lame. Sono diffusi elementi di bosco igrofilo (salici, pioppi, ontani, fragole).