Inquadramento geografico e morfologico
Per capire quali siano stati gli avvenimenti da cui l'area palustre
delle Torbiere è stata originata, è necessario risalire
all'ultima glaciazione che si è verificata durante l'era geologica
più recente, il Quaternario, interessando l'emisfero settentrionale
della Terra. In questo periodo (iniziato un milione di anni fa) a causa
di un progressivo e intenso abbassamento del clima, i ghiacciai presenti
al Polo Nord e quelli esistenti sulla catena alpina hanno avuto una
grande espansione. I ghiacci del Polo si sono portati sempre più
verso Sud e quelli alpini sono scesi dai fianchi delle montagne sia
verso nord (Svizzera e Austria) che verso sud (Italia). |
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Subito dopo seguì lo sfruttamento dei proprietari del lato meridionale. Il lavoro era svolto manualmente, con il metodo dell'escavazione ad umido, infatti tolto il primo strato di erba e terra, con uno spessore variabile da pochi cm fino a circa mezzo metro, compariva subito l'acqua . Era quindi necessario procedere all'escavazione con uno strumento affilato, a forma di gabbia, lungo circa 90 cm. e montato su un manico di quattro-cinque metri, detto Luccio, simile a una vanga. Lavorava in Torbiera prevalentemente manodopera locale che era organizzata in piccole squadre composte da quattro o cinque operai: uno scavatore ed un aiutante, che estraevano dei grossi parallelepipedi andando sempre più in profondità, fino a raggiungere il fondo del giacimento; da un caricatore-tagliatore, il quale aveva il compito di ridurre la torba in pezzi più piccoli, utilizzando un coltellaccio, facilitandone così il trasporto; da un paio di trasportatori (detti "cavalli") che avevano il compito di spostare, con una carriola, il materiale estratto in zone apposite, dove veniva disposto in muretti per una iniziale essiccazione. In seguito i pani di torba venivano ricoverati in magazzini vicini alla zona dello scavo. Quando, tra gli anni '30 e '40, la Torbiera era ormai stata in larga parte trasformata in Lame allagate, venivano utilizzate due grosse barche per trasportare i pani dai muretti ai magazzini. Il vecchio edificio per lo stoccaggio della torba esiste ancora e si trova nel comune di Iseo, non lontano dal luogo dove sorgerà il nuovo centro visite. I braccianti lavoravano dall'alba al tramonto dato che venivano pagati "a cottimo", cioè in base al quantitativo di torba estratta. Gli scavatori lavoravano a piedi nudi per avere una maggiore presa sul terreno sdrucciolevole e spingevano il luccio nel fango con la sola forza delle braccia e della schiena. Si trattava, come si può immaginare, di un lavoro stagionale molto duro e faticoso ma spesso era l'unica alternativa per sfuggire alla miseria. I lavori di eliminazione del terriccio iniziavano in Febbraio e, da Marzo
ad Agosto, si procedeva all'estrazione della torba che era di diversa
qualità ed età e variava a seconda del sito dello scavo.
Quella che giaceva sotto la cotica erbosa, ad una profondità di
circa 40 cm. sotto terra, era considerata di buona qualità ma presentava
un elevato residuo di cenere perchè intrisa di limo. |